La pioggia ha portato, come pensavo, la prima ondata di sciamatura delle "Myrmidae", una danza d'amore e morte.
Un evento irrinunciabile a cui ogni individuo di quella specie destinato alla riproduzione non puo' e non deve sottrarsi.
Ebbene, viviamo in un momento in cui la nostra Societa' impone un tributo riproduttivo spaventoso, uno stilicidio di sangue giovane e meno giovane che poco ha dell'umana capacita' di apprendere dagli errori (propri o altrui) e che piu' si confa' all'abitudine istintiva, primordiale, compulsiva della sessualita' animale.
Dobbiamo riprodurci!
La frenesia dell'atto, la ricerca dell'Istante...
La ritualizzazione della sciamatura (foss'anche in un luogo pieno di luci, psichedeliche riproduzioni di un sole artificiale) e della conseguente ricerca dell'accoppiamento ad ogni costo, che uccide vanamente chi non ce la fa.
Schiere di insetti-giovani con tassi alcolemici esagerati che si immolano sull'altare del contingente bisogno di "avere".
Sciami di esseri senza piu' volonta' che impiegano ogni briciola di energia (spremendo anche chimicamente ogni residuo dal corpo) fino a cadere stremati, agonizzanti, inermi...
Si muore...si gareggia e si muore.
E chi non muore fisicamente, almeno, si trova a dover condividere il Nulla della propria esistenza con altri cento, mille insetti caduti.
La Stagione delle Formiche Volanti e' all'inizio dell'autunno.
Spero che arrivi presto un freddo, inibitorio inverno.

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