Le scie allora diventano strade, e sconvolgono la luce che le colpisce. Il grigio, se si è fortunati, si ritaglia in un piccolo arcobaleno, minuscolo miracolo possibile e vero, e piano piano si chiude la coda di quell'istante.
Tornano gocce su un vetro, disperatamente aggrappate, che il primo sole asciugherà in tracce appena visibili, di polvere e residui. Polvere, e residui.
Ma, ci pensi? In quel grigio pomeriggio di un temporale, ci sono state Gocce Unite, uniche, irripetibili insieme. E le hai viste scorrere giù, fino alla fine della loro esistenza, per tornare ad essere acqua nell'acqua che cade, trascinando con sé polvere e residui di gocce precedenti, i ricordi e gli errori, le speranze e i timori, i sogni e il desiderio. Polvere, e residui.
E così, confuse tra la gioia di essere, e la pena immane di diventare macchia, scorrono ignare, forse, molecole così piccole da ritenerle normali, dovute. Esistono da prima di noi, esisteranno dopo, ci circondano e ci riempiono. Gocce, e polvere e residui. Che di noi resta solo la cenere, perché l'acqua, prima o poi, se ne va.
Non siamo forse capaci di capirla, l'acqua, e allora non ne siamo degni. Solo Polvere, e Residui."
Non siamo forse capaci di capirla, l'acqua, e allora non ne siamo degni. Solo Polvere, e Residui."
È sempre bello passare di qui e trovare Qualcosa di nuovo.
RispondiEliminaUn saluto paxiximo dal Laboratorio,
una ragazza dalle lacrime random (che scendono anche ora).
Le gocce vitali evaporano la cenere resta a ricordare di un fuoco... divampare ardito...che ha unito molecole in istanti divenuti ricordo d'infinito. :))
RispondiEliminaMIMOSA