A chi va, il viaggio. A chi resta, il coraggio.
Alkmenes
domenica 24 dicembre 2017
lunedì 9 gennaio 2017
Incisivi...
Affondare i denti nei ricordi, farlo con totale naturalezza e nei luoghi veri o ricostruiti dalla memoria.
Trovarne ancora il sapore di cose usate, di pietra levigata e cemento fresco; o di mandorle e piccoli acini quasi selvatici di vigne abbandonate.
Tremare per questo, e finalmente tornare vivi, ad assaporare il silenzio, il latrare lontano di cani invisibili.
E accarezzare la gioia di un fiore, per una notte di stelle senza luna.
Trovarne ancora il sapore di cose usate, di pietra levigata e cemento fresco; o di mandorle e piccoli acini quasi selvatici di vigne abbandonate.
Tremare per questo, e finalmente tornare vivi, ad assaporare il silenzio, il latrare lontano di cani invisibili.
E accarezzare la gioia di un fiore, per una notte di stelle senza luna.
martedì 18 marzo 2014
Un'attesa...
Ho atteso invano
all'angolo di un marciapiede.
Con un mazzo di rose
quelle vere
In mano.
Disposto a sembrare
un idiota d'altri tempi,
mentre eri a ridere in qualche bar.
Cieca stupida follia,
che non vedi le mie parole
scritte sulla luce dei lampioni.
Una donna, di quelle da poco,
mi guarda e sorride.
Quei fiori adesso sono suoi,
li userà per far clienti,
ma uno tra i suoi capelli
la rende già più bella.
Questa sera l'amore costa lacrime, e il resto me l'han dato
in spiccioli di sorrisi.
all'angolo di un marciapiede.
Con un mazzo di rose
quelle vere
In mano.
Disposto a sembrare
un idiota d'altri tempi,
mentre eri a ridere in qualche bar.
Cieca stupida follia,
che non vedi le mie parole
scritte sulla luce dei lampioni.
Una donna, di quelle da poco,
mi guarda e sorride.
Quei fiori adesso sono suoi,
li userà per far clienti,
ma uno tra i suoi capelli
la rende già più bella.
Questa sera l'amore costa lacrime, e il resto me l'han dato
in spiccioli di sorrisi.
domenica 26 gennaio 2014
FishMarket
Preso!
Raìs - grida - a prora!
Lancia l'arpione, la bestia che sfugge.
La lotta, che è impari a volte
e crudele.
Non chiedere al carnefice
cosa sente nel cuore.
Che della Morte si può farne mestiere.
Arremba l'arpione, confitto
nelle carni vibranti e impaurite.
Dal fragile asse
arriva l'inferno.
Non chiedere all'occhio
se sa cosa fare.
E' istinto, di caccia
o del non morire.
E' fatta, alla fine.
La lotta è finita,
per mare stanotte
è stato il respiro,
che ora si quieta,
e fuma e si ride.
Di grida si muore.
Di grida si vive.
Raìs - grida - a prora!
Lancia l'arpione, la bestia che sfugge.
La lotta, che è impari a volte
e crudele.
Non chiedere al carnefice
cosa sente nel cuore.
Che della Morte si può farne mestiere.
Arremba l'arpione, confitto
nelle carni vibranti e impaurite.
Dal fragile asse
arriva l'inferno.
Non chiedere all'occhio
se sa cosa fare.
E' istinto, di caccia
o del non morire.
E' fatta, alla fine.
La lotta è finita,
per mare stanotte
è stato il respiro,
che ora si quieta,
e fuma e si ride.
Di grida si muore.
Di grida si vive.
lunedì 20 gennaio 2014
Anestesia...
Ho solo mani, per sentire la pioggia che cade.
E occhi per vedere,
asfalto lucente concentrico.
Ho solo orecchie,
per ascoltare un respiro profondo.
E olfatto che percepisce,
il profumo di un sogno.
Il gusto l'ho perso,
eroso da un bacio,
corrotto da un ridere sguaiato,
inaridito da troppa sete,
colmata, calmata con vino scadente.
martedì 3 dicembre 2013
The Coldest Hour Of The Day...
parlerei con le parole del vento.
Accenderei le luci del cielo
una ad una.
Solamente per vedere il tuo bel viso
nascosto all'ombra del desiderio.
Di petali e corolle accesi
coglierei una chioma.
Di profumo sottile e inebriante
riempirei le voglie.
Sfiorerei lenzuola di seta
fresca e leggera.
Ma tornerei a cercare
la tua pelle in fiamme.
E di baci, oh...di baci!
disegnerei il tuo corpo.
E di respiri veloci e gemiti
adorerei il seno e il ventre sacro.
Per dire quel che non direi
parlerei con le parole del Sogno.
sabato 23 novembre 2013
In-attività...
Aggiungere respiri e sguardi all'esistenza,misura del cammino e del trovare.
L'intraprendere sentieri in scelta varia,
e vana, ma di questo non mi curo.
Il respiro è di chi deve,
ed il guardar si vuole.
E non vale la regola del naufrago,
che si aggrappa ad un relitto
per dispetto ad una morte
oscena ed immatura.
Non si sceglie di guardare per bisogno,
di scoprire per necessità.
Oh, vero che il superfluo è necessario,
veritiero che il saper non fu abbastanza.
Ma se il Tempo fu donato per goderne,
è bene allora un po' sprecarne anche,
sul rutilante altare dell'insaziabile
divinità del Fare.
E tu, che leggi ancor queste parole,
e cerchi invano un senso a questo assurdo,
siediti con me, di fronte al mare.
E ascolta tutto ciò che non so dire.
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