
Nuotare muti,
nella quiete formale dei silenzi imposti.
Chiodi nella carne viva,
e sangue che non scorre da ferite aperte.
Facce di plastica piene di rughe,
appartenenti all'odierno delirio.
Lo sgradevole suono di un gesso usato male
su una lavagna piena di scarabocchi inutili.
Come le unghie che graffiano un muro
procurando brividi e distorcendo i pensieri.
Non voglio ricordare più ciò che non mi appartiene.