Ma quello che può raccontare l'odore di una "bambolina" di zucchero è sorprendente. Riporta alla memoria Cose d'infanzia, piccole a volte, ma che possono sembrare tanto lontane nel tempo quanto tangibili come un profumo che riconosci subito come "familiare".
In un'epoca sintetica, velocissima, assurdamente frenetica, mi è capitato tra le mani un piccolo uovo di cioccolato, di quelli "economici", non "di marca". Un rapido sguardo agli ingredienti, e decido di fidarmi: "Male che vada avrò buttato pochi spiccioli".
Lo apro, lentamente, e l'involucro familiare di cioccolato mi sembra buono (si può saggiare con lo sguardo, di questi tempi?). Un leggero "crack" e si rompe quasi perfettamente a metà, e per un attimo metto di lato la "sorpresa" (in realtà mi interessava solo la possibilità di avere del cioccolato al latte a forma di uovo senza cadere nel banalissimo ovetto). Il gusto del dolce è cremoso, di quelli che si insinuano piacevolmente nel palato, e vi restano come una leggera patina che rammenta per un po' il gusto del morso appena dato.
La "sorpresa" giace lì, senza lode né infamia, avvolta nella sua cartina trasparente ed anonima. La curiosità del sapere di COSA è fatta (anche se la percezione è immediata) alla fine ha il sopravvento e delicatamente sciolgo il quasi nodo che avvolge la figurina.
Quello che succede in quel preciso istante è un vero e proprio tuffo nel passato. Un Tempo fatto di dolci di zucchero tradizionali, a casa della Nonna, quando per le feste di fine anno si scendeva con il rito del viaggio attraverso mezza Italia. Un odore persistente di zucchero e vaniglia; il colore tenue, rosato, la forma imperfetta che ne fanno un pezzo "unico" (ovviamente nel mio immaginario è questa, la sensazione), tutto questo concorre a fare in modo che quell'istante, quella "bambolina" (in realtà un non definito animaletto) possano prendersi cura della mia Anima, chiamandola con voce lontana. Cullandola per un poco.
In quel preciso istante decido che quella "sorpresa" (perchè tale si è rivelata) dovrà sopravvivere. La devo immortalare, e accompagnare con qualcosa di gentile, di "carino", di delicato ed assolutamente artificiale.
La Danza di Fata Confetto, un momento magico, un istante da assaporare con l'olfatto ed i Ricordi.
Per un attimo sono felice di vedere ancora Peter Pan.


