FOCU e' lu nzemi di l'effetti di caluri e di luci, risi sinzìbbuli dî ciammi, prudutti dâ cummustioni di matiriali sòlidi, lìquidi o gassusi. P'addumari lu focu, si pò usari n'azzarinu.
Lu
SCRUSCIU è nu finòminu acùsticu, pirciputu pi lu cchiù comu sgradèvuli o nun addisiatu, duvutu a vibbrazzioni nun rigulari e nun armònichi.
Fuoco e Rumore, quindi... ma il Fuoco, o meglio "lu Focu" e' anche quello che si accende per la Festa, quello d'artificio, quello che spaventa i "nnichi" (i bambini) e "i fìmmini" (le donne)...
Il Fuoco e il Rumore che accomunano tutto il Paese in festa, quando le luci delle case in campagna circostanti iniziano a spegnersi, e il presepio estivo delle coste calcaree e brulle si trasforma lentamente nel buio confortevole interrotto solo dal latrare sporadico di cani invisibili.
E' il Fuoco e il Rumore che segna la fine dell'Estate, l'ultimo richiamo alle cose solite, ai ritmi piu' pacati, invernali. Quando la pioggia e il cielo grigio inizieranno a far compagnia all'umore spento. E allora FESTA! Che sia FESTA!!!
Un Sabato del Villaggio che porta con se' la consapevole tristezza di un inverno che, volendo il cielo, finira' a maggio, con i primi "fochi" d'estate...
Anche in questo caso, Focu e Scrusciu. Per ripartire, per risvegliarsi dal Letargo.
Focu e Scrusciu, quindi... e che sia Allegria! Da domani i vestiti buoni, le acconciature, gli interventi estetici, potranno aspettare...
Passeggiando per le strade in cui si aggirano solo i ritardatari, quelli impegnati nell'ultimo restauro, o nello sbuffare per le mogli pignole, mi fermo ad ascoltare ancora qualche colpo di phon, qualche "mòviti!" all'indirizzo di chicchessia.. perche' la Festa, l'ultimo richiamo prima del Sonno, non va persa, dev'essere vissuta, anche con l'ansia di perderne una minima parte.
Focu e Scrusciu... che tengono legati Uomini e Costumi; antiche usanze e nuovi mezzi.
E allora gioite! E che Festa sia!