Si nasce
Si cresce
Si muore...
Questa tiritera ce l'abbiamo in mente da sempre, per trasmissione altrui o per acquisizione personale.
Eppure, nello stesso istante in cui ne prendiamo coscienza, abbiamo anche la sensazione di essere UNO, di essere un individuo. Con le sue individualità, individuabile per Nome, o per carattere. Noi "siamo", senza nemmeno dover scomodare Cartesio.
Abbiamo uno scopo, nella vita, progetti, sogni, possibilità...
Ma spesso ci sfugge il fatto che "altri" manovrano le nostre vite. Hanno potere su di noi (e non importa se siamo alla base della piramide sociale o al suo vertice). Altri, altri, altri... e spesso non sappiamo neppure che nome abbiano questi "altri". Lo sconosciuto speculatore che, d'oltreoceano fa in modo che la nostra banca, domani, non possa garantirci la liquidità dei nostri averi, per esempio.
Formiche... che comunque vanno avanti, anche se non conoscono la regina e lo scopo.
Formiche, così evolute da non capire, forse, neppure di esserlo.
giovedì 15 dicembre 2011
martedì 15 novembre 2011
Aliaa Magda Elmahdy...
La novità non è quella che una donna si spogli. La novità è che lo faccia gridando.
Gridando la propria libertà di scelta, anche in mezzo ad una comunità con mentalità medievale e misogina.
Una ragazza di vent'anni che grida il proprio laicismo e quindi la presa d'atto che può disporre del suo corpo (e dell'immagine che lo rappresenta) in maniera aperta, discutibile anche, ma libera, appunto.
E ben venga lo stupore, se tra un fiocco ed un paio di scarpe dal colore rosso vivo, c'è racchiuso dentro un mondo che ha la forma imperfetta di una Donna.
Una Donna che sceglie, finalmente... una donna che, per i più, avrà solo cercato un minimo di notorietà (se di notorietà si può parlare, rischiando la fustigazione - quando non la morte - in condizioni sociali come quelle verso le quali si affaccia l'Egitto, oggi, quello post-rivoluzionario).
Il Laicismo che ha come bandiera il volto attento e vagamente malinconico di una ragazza di vent'anni, nuda, accattivante con quelle calze a rete, che ha dentro di sé tutta la promessa di un Futuro.
Un Futuro per il quale dovremmo combattere tutti, nessuno escluso.
Perché è vero che si può essere in disaccordo su un'idea, ma si deve (SI DEVE!) essere sempre d'accordo sul poterla esprimere. Anche gridando, anche così.
Il Diario di una Ribelle
Gridando la propria libertà di scelta, anche in mezzo ad una comunità con mentalità medievale e misogina.
Una ragazza di vent'anni che grida il proprio laicismo e quindi la presa d'atto che può disporre del suo corpo (e dell'immagine che lo rappresenta) in maniera aperta, discutibile anche, ma libera, appunto.
E ben venga lo stupore, se tra un fiocco ed un paio di scarpe dal colore rosso vivo, c'è racchiuso dentro un mondo che ha la forma imperfetta di una Donna.
Una Donna che sceglie, finalmente... una donna che, per i più, avrà solo cercato un minimo di notorietà (se di notorietà si può parlare, rischiando la fustigazione - quando non la morte - in condizioni sociali come quelle verso le quali si affaccia l'Egitto, oggi, quello post-rivoluzionario).
Il Laicismo che ha come bandiera il volto attento e vagamente malinconico di una ragazza di vent'anni, nuda, accattivante con quelle calze a rete, che ha dentro di sé tutta la promessa di un Futuro.
Un Futuro per il quale dovremmo combattere tutti, nessuno escluso.
Perché è vero che si può essere in disaccordo su un'idea, ma si deve (SI DEVE!) essere sempre d'accordo sul poterla esprimere. Anche gridando, anche così.
Il Diario di una Ribelle
domenica 13 novembre 2011
Portami a vedere il mare...
AcquaLa ricordo come se fosse da sempre.
Ci sono nato, nell'acqua. E' stato il mio primo nutrimento, il mio primo dolore.
E quando rivedo vecchie foto, in cui mi riconosco appena, c'è sempre qualcosa che ha a che fare con il mare. Vacanze, certo. E ricordi.
Ed ancora adesso, quando vedo il mare che carezza la sabbia o schiaffeggia gli scogli, o rimane a specchiare il Sole in piccole pozze fangose dove, nonostante tutto, c'è Vita, mi chiedo se non ci sia una specie di ricordo ancestrale, che mi lega a quell'elemento. E nemmeno tanto all'Acqua in sé, ma proprio al Mare. Con quella sua varietà, con quell'immenso spazio che possiamo solo toccare per un po'. E' l'elemento Evolutivo.
Quel confine, quello che "Non ha mai avuto, non ha e non avrà mai confini"...
Isole, e Navi... e intorno il mare... il mezzo che ci separa e ci permette di comunicare.
E mi affascina ancora, anche in inverno. Grigio, minaccioso, triste... Credo che sarà sempre così. Non riuscirò a farne a meno. Lo devo vedere, anche da lontano e sapere che posso andarlo a trovare, quando voglio, quando ne ho bisogno.
E, quando arriverà il tempo del mio Tempo... ti prego...
Portami a vedere il Mare.
giovedì 10 novembre 2011
Speranza..
Ci risiamo...
per una volta ancora chiedo a me stesso una dose di Speranza.
Che poi, a che serve? Come il sale che condisce un cibo che non hai.
E quindi cerchi di non vedere le cose che ci sono intorno, ti difendi chiudendo le porte.
Perché anche chi ha una fede in qualcosa, alla fine, deve rendersi conto che non può far nulla contro il Fato.
Il Destino è superiore ad ogni volontà, umana o sovrumana (per coloro che ci credono).
O semplicemente, il Caso è, non a caso, un anagramma del Caos.
In attesa delle notizie che verranno.
per una volta ancora chiedo a me stesso una dose di Speranza.
Che poi, a che serve? Come il sale che condisce un cibo che non hai.
E quindi cerchi di non vedere le cose che ci sono intorno, ti difendi chiudendo le porte.
Perché anche chi ha una fede in qualcosa, alla fine, deve rendersi conto che non può far nulla contro il Fato.
Il Destino è superiore ad ogni volontà, umana o sovrumana (per coloro che ci credono).
O semplicemente, il Caso è, non a caso, un anagramma del Caos.
In attesa delle notizie che verranno.
domenica 6 novembre 2011
Interludio
E tornar a parlare di pioggia.Quella che vedo qui, che non fa male. E' fastidiosa, si, ma non uccide...
Che poi, noi Uomini, siamo così abituati a dar colpe agli altri che, quando non possiamo prendercela con nessuno dei nostri simili, o esseri "inferiori", ce la prendiamo con le cose, con gli eventi Naturali e "naturali".
Piove, ebbene... Piove! E l'aspetto ogni volta, questa pioggia, come poi aspetto il sole. E non si tratta di una frenesia di cambiamento, no. Ma è come saltare all'interno di una ruota che gira (MaledettoCricetoIdiota) e correre allo stesso ritmo di quello che accade in quella ruota, ed intorno.
Adattamento.
Eppure stamattina l'alba è indecisa, con ancora il rumore delle gocce che cadono dalle grondaie, ma il cielo è informe, strappato da nubi, acceso dall'aurora.
Tendere l'orecchio e non sentire il solito latrare dei cani, rifugiati all'asciutto, con la Natura che, oggi, appartiene agli esseri umidi, quelli che non fanno rumore, lenti, curiosi.
Sento le gocce del caffè che tintinnano nella parte inferiore della caffettiera. Come le gocce d'acqua, fuori.
Un accordo in minore, triste, dolcissimo... e le note scivolano via come una foglia morta in un tombino. Vite spezzate, strappate, annegate, fredde... vite morte. Ossimori che servono a sopravvivere di fronte all'ineluttabile, a quello che definiamo imprevedibile.
E poi la scena, quando dovrebbe gonfiarsi di silenzio e di vergogna, si riempie di Sacerdoti che si strappano le vesti. E sembrerebbe anche giusto che chi deve si prendesse non tanto le sue responsabilità, ma quella giusta dose di improperi e di grida in faccia... perché fa bene a chi resta, perché è umano.
Perché è quello il grido di chi non può gridare più... di chi ha gridato "Aiuto" per l'ultima volta.
Pioggia, di nuovo... lieve ancora.
Pioggia che lava e lucida tutto ciò che tocca.
Ascolto di nuovo quel canto immutabile.
domenica 16 ottobre 2011
Càlia e Simenza...
Ossia: Ceci tostati e semi di zucca.
L'aria fredda, di quel freddo s'autunno che non morde ancora, ma che lascia inevitabilmente capire che l'estate è ormai finita; le luci del corso principale - quelle gialle, al sodio - che proiettano ombre che, con la pioggia recente, aumentano i contrasti sull'asfalto. Eppure il venditore ambulante è lì, come ogni domenica (quando il tempo non è totalmente proibitivo), e vende la sua mercanzia, fatta di càlia, simenza e varie altre "specialità". In una parola generica è "u' scacciu".
Ne prendo un po', la palettina di plastica bianca (unica, per tutti i prodotti), si infila nei vari sacchetti e ne tira via una quantità indefinita. In questi casi, con la merce mista, il prezzo è unico. 3 euro di perline color avorio, calcinate dalla cottura (atturrate, si dice. Tostate), miste a pistacchi salati, semi di zucca, arachidi, e un sacchettino di nocciole, che sono il mio debole, nelle giornate di festa o nelle domeniche del solito "giro parenti".
Ho comprato calia e simenza perché stasera, andando a trovare un'anziana parente, c'erano alcune amiche che stavano giocando a carte. Avete mai notato come, in questi casi, le regole di un gioco possano essere stravolte completamente, pur di adeguarle ai giocatori?
Ma mancava qualcosa, c'era il "solito" contenitore in vetro (prodotto a stampo con motivi floreali, cosa di poco conto, senza dubbio, ma con un grandissimo valore affettivo), con il suo coperchio. Era messo da parte, quasi nascosto come se volessero nascondere la vergogna della sua nudità interiore, della sua vuotezza, inutilità dovuta al non contenere quello per cui, solitamente, è destinato.
Quel contenitore, quella scatolina rotonda di vetro, era sempre piena quando ci pensava il nonno. Anche in inverno, verso le cinque del pomeriggio, partiva la missione "a' chiazza". Nell'ordine: Messa, Società, Venditore di Calia, rientro. Quasi sempre vittorioso, quando il tempo inclemente non costringeva a tornare a mani vuote. Era lui che riempiva la scatolina, che poi veniva lasciata lì, a lasciar intuire il suo contenuto.
Ormai per me era diventata una consuetudine. Arrivare dalla nonna, salutare, aprire la scatolina, prelevare due o tre arachidi da sgusciare, e via..
Ma negli ultimi tempi sentivo la mancanza di qualcosa. La scatolina era sempre li'... fino a poco tempo fa c'erano stati lasciati alcuni reperti. Calia ormai immangiabile e semenza che aveva perso anche il suo pallore... ma era comunque il segno di una continuità, vicino alla foto del nonno... ma mi mancava il compiere quel gesto, quella "consuetudine" che, proprio perché abitudinaria, ti rende acuto nella sua mancanza.
Compro quindi questa consuetudine. La pago poco, in realtà, il cibo di strada non costa mai quanto vale.
Riempio la scatolina, con calma. Chiudo nuovamente il sacchetto contenente il resto delle cose che ho preso, lo ripongo nello sportello in basso, quello solito.
... e compio nuovamente quel gesto, anche se ho appena finito di riempire il contenitore di vetro. Lo apro, prelevo una manciata di cose, lo richiudo e mi siedo.
Sul tavolo si formerà una piccola montagnetta di bucce, all'interno di un tovagliolo, mentre gli altri continuano a giocare.
Ma stasera, per me, il mondo è tutto lì.
- Tre euro di "scacciu", per favore.
- Sono tre avanzati...
- Allora ci metta altro pistacchio e facciamo tre e cinquanta. E un sacchetto di nocciole.
Totale: cinque euro di felicità.
La colonna sonora è Agricantus - Es Souk (Carizzi r'amuri)
L'aria fredda, di quel freddo s'autunno che non morde ancora, ma che lascia inevitabilmente capire che l'estate è ormai finita; le luci del corso principale - quelle gialle, al sodio - che proiettano ombre che, con la pioggia recente, aumentano i contrasti sull'asfalto. Eppure il venditore ambulante è lì, come ogni domenica (quando il tempo non è totalmente proibitivo), e vende la sua mercanzia, fatta di càlia, simenza e varie altre "specialità". In una parola generica è "u' scacciu".
Ne prendo un po', la palettina di plastica bianca (unica, per tutti i prodotti), si infila nei vari sacchetti e ne tira via una quantità indefinita. In questi casi, con la merce mista, il prezzo è unico. 3 euro di perline color avorio, calcinate dalla cottura (atturrate, si dice. Tostate), miste a pistacchi salati, semi di zucca, arachidi, e un sacchettino di nocciole, che sono il mio debole, nelle giornate di festa o nelle domeniche del solito "giro parenti".
Ho comprato calia e simenza perché stasera, andando a trovare un'anziana parente, c'erano alcune amiche che stavano giocando a carte. Avete mai notato come, in questi casi, le regole di un gioco possano essere stravolte completamente, pur di adeguarle ai giocatori?
Ma mancava qualcosa, c'era il "solito" contenitore in vetro (prodotto a stampo con motivi floreali, cosa di poco conto, senza dubbio, ma con un grandissimo valore affettivo), con il suo coperchio. Era messo da parte, quasi nascosto come se volessero nascondere la vergogna della sua nudità interiore, della sua vuotezza, inutilità dovuta al non contenere quello per cui, solitamente, è destinato.
Quel contenitore, quella scatolina rotonda di vetro, era sempre piena quando ci pensava il nonno. Anche in inverno, verso le cinque del pomeriggio, partiva la missione "a' chiazza". Nell'ordine: Messa, Società, Venditore di Calia, rientro. Quasi sempre vittorioso, quando il tempo inclemente non costringeva a tornare a mani vuote. Era lui che riempiva la scatolina, che poi veniva lasciata lì, a lasciar intuire il suo contenuto.
Ormai per me era diventata una consuetudine. Arrivare dalla nonna, salutare, aprire la scatolina, prelevare due o tre arachidi da sgusciare, e via..
Ma negli ultimi tempi sentivo la mancanza di qualcosa. La scatolina era sempre li'... fino a poco tempo fa c'erano stati lasciati alcuni reperti. Calia ormai immangiabile e semenza che aveva perso anche il suo pallore... ma era comunque il segno di una continuità, vicino alla foto del nonno... ma mi mancava il compiere quel gesto, quella "consuetudine" che, proprio perché abitudinaria, ti rende acuto nella sua mancanza.
Compro quindi questa consuetudine. La pago poco, in realtà, il cibo di strada non costa mai quanto vale.
Riempio la scatolina, con calma. Chiudo nuovamente il sacchetto contenente il resto delle cose che ho preso, lo ripongo nello sportello in basso, quello solito.
... e compio nuovamente quel gesto, anche se ho appena finito di riempire il contenitore di vetro. Lo apro, prelevo una manciata di cose, lo richiudo e mi siedo.
Sul tavolo si formerà una piccola montagnetta di bucce, all'interno di un tovagliolo, mentre gli altri continuano a giocare.
Ma stasera, per me, il mondo è tutto lì.
- Tre euro di "scacciu", per favore.
- Sono tre avanzati...
- Allora ci metta altro pistacchio e facciamo tre e cinquanta. E un sacchetto di nocciole.
Totale: cinque euro di felicità.
La colonna sonora è Agricantus - Es Souk (Carizzi r'amuri)
sabato 8 ottobre 2011
To Steki
Capita, a volte, di sentirsi fuori posto. Allora si cerca di confondersi in mezzo alla gente, mantenendo quell'aura santa di individualità; si grida all'esistenza, alla determinazione del "sé".Perché diventa scomodo anche restare da soli con il proprio Io, consapevoli di avere qualche conflitto irrisolto, dentro.
Poi magari bastano pochi centesimi e acquisti un oggetto "di design", e ti senti di nuovo "proprietario" di un "qualcosa", che magari non ti serve - "ma tanto, sai, per quel prezzo..." - allora ti accorgi che esiste un posto in cui puoi stare comodamente, racchiudo nel tuo piccolo guscio estetico, e dove chiunque può dirti qualsiasi cosa. Ma che impedisce a Te Stesso di farti male.
Chi mi presta 99 centesimi?
sabato 3 settembre 2011
Rumors...
Il silenzio che batte nelle orecchie con un ronzìo.
L'aria ferma.
Quello che sento è solo il fluire del sangue, lo sento distintamente.
Fa rumore.
E diventa liquido, il suono di me che vivo.
Respiro.
Soffi e sibili...
L'aria ferma.
Quello che sento è solo il fluire del sangue, lo sento distintamente.
Fa rumore.
E diventa liquido, il suono di me che vivo.
Respiro.
Soffi e sibili...
venerdì 26 agosto 2011
San Giuda Iscariota
"Nel Simbolo della fede, la Chiesa confessa il mistero della Santa Trinità e il « il mistero della sua volontà, secondo [...] la sua benevolenza » (Ef 1,9) su tutta la creazione: il Padre compie il « mistero della sua volontà» donando il suo Figlio diletto e il suo Santo Spirito per la salvezza del mondo e per la gloria del suo Nome. Questo è il mistero di Cristo,1 rivelato e realizzato nella storia secondo un piano, una «disposizione» sapientemente ordinata che san Paolo chiama «adempimento [oikonoμia] del mistero» (Ef 3,9) e che la tradizione patristica chiamerà «l’Economia del Verbo incarnato» o «l’Economia della salvezza»."
Questo è quanto viene riportato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, all'articolo 1066, per quel che concerne la necessità di una liturgia nella celebrazione del Mistero Cristiano.
E' conseguenza naturale, ovviamente, fare alcune considerazioni: Se la Chiesa Cattolica basa la sua esistenza sulla Morte e Resurrezione del Cristo, e se questa sequenza fa parte di un "piano", di un progetto "economico" di salvezza, allora Cristo è morto (e poi ovviamente risorto) non a causa (quindi per COLPA) del popolo ebraico, o per (mancata) volontà di Ponzio Pilato di procedere ad un giudizio. Ma perchè era "scritto" che ciò avvenisse.
E' conseguenza naturale, ovviamente, fare alcune considerazioni: Se la Chiesa Cattolica basa la sua esistenza sulla Morte e Resurrezione del Cristo, e se questa sequenza fa parte di un "piano", di un progetto "economico" di salvezza, allora Cristo è morto (e poi ovviamente risorto) non a causa (quindi per COLPA) del popolo ebraico, o per (mancata) volontà di Ponzio Pilato di procedere ad un giudizio. Ma perchè era "scritto" che ciò avvenisse.
Quindi, in questo senso, l'Uomo Giuda (da sempre indicato come traditore) non aveva "libera scelta". O meglio, magari lui NON avrebbe voluto tradire il suo Maestro.. ma ha DOVUTO perchè gli era stato imposto dal Progetto Divino, e quindi parte di una Volontà a cui lui non avrebbe comunque potuto sottrarsi.
Allora viene da chiedersi perchè, nell'immaginario collettivo, e spesso nelle varie esternazioni di uomini di Chiesa, ministri del Culto Cattolico, formati (e formanti) secondo la regola del Catechismo, la figura dell'Iscariota venga vista come quella di un essere spregevole, che "vende" il Cristo, che preso dal rimorso si uccide...
E' più probabile che egli si voglia sacrificare per raggiungere il Maestro in Paradiso, forse, dopo aver compiuto il Volere di Dio, senza percepire denaro alcuno, dal momento che (secondo UNA delle DUE letture neotestamentarie) il denaro non lo spende ma viene lasciato cadere ai piedi del corpo durante il raggiungimento del Regno dei Cieli.
Proprio in virtù della "disposizione sapientemente ordinata" infatti, l'Iscariota partecipa alla Gloria divina con l'adempimento del compito assegnatogli da Dio in persona.
E quindi, a rigor di logica, è da considerarsi il primo fra i santi della Chiesa Cattolica, per averne fattivamente permesso l'esistenza.
domenica 21 agosto 2011
Speaker...
"Buona notte, Popolo delle Onde... la vostra radio sempre con voi.Questa sarà una notte di asfalto lucido, di polvere sui tavoli da biliardo, di vampiri, di puttane...
Parlo con te, che stai guidando seguendo l'ipnotica riga bianca sul nastro grigio della tua vita.
Parlo con te, che hai appena finito di piangere, dopo quella telefonata bastarda di un cuore bastardo.
Parlo con te, che fumi la tua sigaretta (hai giurato che è l'ultima) e ti perdi nelle spire del suo veleno.
Parlo con te, che sei lì, con la testa tra le mani e non hai la più pallida idea di cosa fare in questa notte che è appena iniziata.
Ehi fratello, ehi sorella... Fermati, accosta, asciuga il viso, spegni quel mozzicone, alza lo sguardo.
Skin - Faithfulness
Questa Notte è per te... questa canzone è per te."
domenica 14 agosto 2011
In un giorno d'estate, un cercatore...
Fermo ai margini della strada bianca presso un cespuglio di more.Uno di quei rovi che infestano le campagne incolte in un angolo pressoché deserto, e questo bel cespuglio verde scuro, con le foglie cerose, dure, inconfondibilmente seghettate.
I rametti irti di spine che tentano di colonizzare anche il passaggio dell'Uomo, e l'aggittarsi dei nuovi rami pieni di colori, alcuni ancora in fiore, altri verdi di foglie e rossi e neri di frutti, contrasta piacevolmente con l'abbacinante luce bianca delle pietre della mulattiera.
Mi sono fermato senza un motivo preciso. Semplicemente mi piaceva il posto, immagino. Non ho bisogno di un perché per fermarmi, il motivo mi serve per andare avanti, semmai.
Ne assaggio una, poi un'altra, e un'altra ancora. Assaporo quei piccoli frutti neri, succosi e turgidi. Scelgo i più maturi, morbidi al tatto e qualcuno mi lascia l'inconfondibile macchia violacea sulla pelle.
Stupida commozione in quel sapore dolce, caldo di sole e assurdamente opposto all'idea di un'infestante e spinoso flagello vegetale. Il cielo disegna nuvole sfrangiate, strappate da venti alti, in quota. Rondini, veloci, ma non più frenetiche come quelle che all'inizio dell'estate sembravano archi impazziti che disegnavano traiettorie impossibili in cielo. E il tramonto che si avvicina, lentamente.
Mi siedo su una pietra e aspetto. Non so cosa, ma aspetto. Aspetto che si liberi il cuore da questo peso. E forse vorrei anche che spuntasse una lacrima. Che forse non arriva, o che il vento e il caldo delle ultime ore del giorno si portano via.
Rumore di un'auto in lontananza. Tempo di tornare indietro. Metto in moto e il ronzio familiare del piccolo motore mi sembra quasi un "Dai, vieni!". Infilo il casco, i soliti profumi che conosco, la solita strada che mi riporta a casa. L'estate sta per finire.
venerdì 12 agosto 2011
Shhhht....
E oggi, che parli il Vento.Come in quelle sere che non hai voglia di dire nulla di quello che hai dentro, e lasci che le emozioni si sciolgano liquide, che evaporino lentamente nel respiro da consegnare all'aria.
E quell'aria mossa ti parlerà di voci lontane, bisbigliate, confuse. Ma com'è possibile che anche il mormorare lontano e incomprensibile di voci umane ci conforta? Ci fa sentire meno soli, forse.
Abbiamo bisogno di sentirci meno soli.
Abbiamo il disperato bisogno di sapere che possiamo allontanarci quanto vogliamo e saremo comunque isolati, ma con il pensiero di qualcuno in testa.
E ci illudiamo di essere liberi, magari.
La finzione della libertà...quando invece non possiamo fare a meno di stare vicino, o sopra, o sotto qualcuno.
Ma stamattina, tra le prime luci, parla il vento...
E ho voglia di ascoltare.
venerdì 22 luglio 2011
Tra Sesso e Castità
Forse dovrei solo sparire, per un po'...
Nascondermi, per qualcuno. Fare la Fenice, per me.
E magari un giorno scoprirò di essere da qualche parte portato dal vento.. "Ascendere e cadere... qui - Tra la vita e il sonno, la luce e il buio..."
Tra Sesso e Castità - Franco Battiato
Con Te, riproverei... Per Capriccio, Gioco o Necessità...
Nascondermi, per qualcuno. Fare la Fenice, per me.
E magari un giorno scoprirò di essere da qualche parte portato dal vento.. "Ascendere e cadere... qui - Tra la vita e il sonno, la luce e il buio..."
Tra Sesso e Castità - Franco Battiato
Con Te, riproverei... Per Capriccio, Gioco o Necessità...
Time Machine
Il titolo, lo scriverò poi.
Che forma strana possono avere le 24 ore. Ho sempre pensato che un giorno avesse una forma tonda, piena, circolare, sicura, finita ma senza inizio e fine.
No.
Un Giorno può avere una forma strana, una bolla mobile a cui ognuno dà la forma che vuole (e che da me viene percepita in maniera diversa, naturalmente).
La velocità del Tempo è un nastro di gomma che ciascuno allunga o accorcia a proprio piacimento (magari con qualche artificio di pensiero, eh?), e anche il silenzio acquista un valore, dove non ha spazio per un mese intero.
Un mese di Non-Silenzio, difficile da concepire, vero? I pensieri si insinuano comunque in spazi sempre più stretti, con una forza sempre più fornita dalla disperazione.
Non credo di aver desiderato tanto il silenzio come una sera. Tutto immobile, anche l'acqua era ferma, insieme all'aria e al cielo. Ma mancava il silenzio... (mancare il Nulla, diamine!)

E ora ascolto una pubblicità insulsa, idiota, senza alcun senso se non quello di dare il nome della catena di supermercati che fa delle promozioni (a dir loro) strepitose... l'ascolto per "passare il tempo", o forse solo perché è il dazio da pagare per ascoltare un po' di musica decente, dopo. Nutro speranze.
Ci sta anche che tra poco spenga tutto e butti (metaforicamente) all'aria il PC.
Ci sta anche che mi lasci sprofondare in un sonno di cui non ho un effettivo bisogno, ma aiuta a restringere quel Tempo che passa, a far in modo che Domani arrivi un po' più presto.
Time Machine...
Che forma strana possono avere le 24 ore. Ho sempre pensato che un giorno avesse una forma tonda, piena, circolare, sicura, finita ma senza inizio e fine.
No.
Un Giorno può avere una forma strana, una bolla mobile a cui ognuno dà la forma che vuole (e che da me viene percepita in maniera diversa, naturalmente).
La velocità del Tempo è un nastro di gomma che ciascuno allunga o accorcia a proprio piacimento (magari con qualche artificio di pensiero, eh?), e anche il silenzio acquista un valore, dove non ha spazio per un mese intero.
Un mese di Non-Silenzio, difficile da concepire, vero? I pensieri si insinuano comunque in spazi sempre più stretti, con una forza sempre più fornita dalla disperazione.
Non credo di aver desiderato tanto il silenzio come una sera. Tutto immobile, anche l'acqua era ferma, insieme all'aria e al cielo. Ma mancava il silenzio... (mancare il Nulla, diamine!)

E ora ascolto una pubblicità insulsa, idiota, senza alcun senso se non quello di dare il nome della catena di supermercati che fa delle promozioni (a dir loro) strepitose... l'ascolto per "passare il tempo", o forse solo perché è il dazio da pagare per ascoltare un po' di musica decente, dopo. Nutro speranze.
Ci sta anche che tra poco spenga tutto e butti (metaforicamente) all'aria il PC.
Ci sta anche che mi lasci sprofondare in un sonno di cui non ho un effettivo bisogno, ma aiuta a restringere quel Tempo che passa, a far in modo che Domani arrivi un po' più presto.
Time Machine...
sabato 11 giugno 2011
Gotcha!
Eccoti qui, finalmente!Raggio di sole sfuggente e timido...
Alla fine, come vedi, cercando cercando, si raggiunge lo scopo...
Bentornata, Luce!
venerdì 10 giugno 2011
Back in Black...
Nuotare muti,nella quiete formale dei silenzi imposti.
Chiodi nella carne viva,
e sangue che non scorre da ferite aperte.
Facce di plastica piene di rughe,
appartenenti all'odierno delirio.
Lo sgradevole suono di un gesso usato male
su una lavagna piena di scarabocchi inutili.
Come le unghie che graffiano un muro
procurando brividi e distorcendo i pensieri.
Non voglio ricordare più ciò che non mi appartiene.
lunedì 9 maggio 2011
Puff......
Queste Emozioni che circondano come i soffioni sospesi dal vento... turbine di promesse di vita futura, lontano dall'Origine.E sono li', pronte per essere sospinte da un piccolo refolo, un'Idea, un sospiro.
Ci si trova immersi in nuvole bianche leggerissime... e sembra una Magia di cui non vorresti privarti mai. E non importa se qualcuno ti vede correre a perdifiato per un campo incolto... tra vaporosi sbuffi e cardi che graffiano le gambe... va bene correre. Va bene così.
Oggi, in questo Sole, ho voglia di Correre tra i Soffioni...
sabato 16 aprile 2011
It's raining again
Piove di nuovo...E son qui, dietro i vetri, a cercare di contare le gocce che cadono sull'asfalto.
Ma perchè poi? Come se dovessi contare le parole di malinconia che la pioggia scioglie appena, rendendole viscide e sfuggenti... Non voglio essere negativo, non oggi, non senza un motivo.
Voglio solo guardare le gocce d'acqua cadere, ipnotizzando i pensieri, restando con la fonte appoggiata al vetro, il corpo rigido e le braccia molli, per non cadere. Le tende arancioni disegnano ombre spettrali assurde sul muro nuovo, e il contrasto è davvero fantastico.
Grigio e Arancione, Pioggia e Sangue...
Cresce il Tempo, e si dilata... oggi è una bella giornata, dopotutto.
giovedì 31 marzo 2011
Sugar Plum Fairy...
Ma quello che può raccontare l'odore di una "bambolina" di zucchero è sorprendente. Riporta alla memoria Cose d'infanzia, piccole a volte, ma che possono sembrare tanto lontane nel tempo quanto tangibili come un profumo che riconosci subito come "familiare".
In un'epoca sintetica, velocissima, assurdamente frenetica, mi è capitato tra le mani un piccolo uovo di cioccolato, di quelli "economici", non "di marca". Un rapido sguardo agli ingredienti, e decido di fidarmi: "Male che vada avrò buttato pochi spiccioli".
Lo apro, lentamente, e l'involucro familiare di cioccolato mi sembra buono (si può saggiare con lo sguardo, di questi tempi?). Un leggero "crack" e si rompe quasi perfettamente a metà, e per un attimo metto di lato la "sorpresa" (in realtà mi interessava solo la possibilità di avere del cioccolato al latte a forma di uovo senza cadere nel banalissimo ovetto). Il gusto del dolce è cremoso, di quelli che si insinuano piacevolmente nel palato, e vi restano come una leggera patina che rammenta per un po' il gusto del morso appena dato.
La "sorpresa" giace lì, senza lode né infamia, avvolta nella sua cartina trasparente ed anonima. La curiosità del sapere di COSA è fatta (anche se la percezione è immediata) alla fine ha il sopravvento e delicatamente sciolgo il quasi nodo che avvolge la figurina.
Quello che succede in quel preciso istante è un vero e proprio tuffo nel passato. Un Tempo fatto di dolci di zucchero tradizionali, a casa della Nonna, quando per le feste di fine anno si scendeva con il rito del viaggio attraverso mezza Italia. Un odore persistente di zucchero e vaniglia; il colore tenue, rosato, la forma imperfetta che ne fanno un pezzo "unico" (ovviamente nel mio immaginario è questa, la sensazione), tutto questo concorre a fare in modo che quell'istante, quella "bambolina" (in realtà un non definito animaletto) possano prendersi cura della mia Anima, chiamandola con voce lontana. Cullandola per un poco.
In quel preciso istante decido che quella "sorpresa" (perchè tale si è rivelata) dovrà sopravvivere. La devo immortalare, e accompagnare con qualcosa di gentile, di "carino", di delicato ed assolutamente artificiale.
La Danza di Fata Confetto, un momento magico, un istante da assaporare con l'olfatto ed i Ricordi.
Per un attimo sono felice di vedere ancora Peter Pan.
giovedì 17 marzo 2011
Voyager...
Shall the voyage be the point to reach...Not important if by feet, or a hitch.
Rent your soul for a smile,
give it away for a while.
Let it fulfill with New Things,
thus will give her some newer wings.
Voyager, never forget to be a dreamer...
you're more than a lonely screamer.
and the surprise will never be part.
Ghost thoughts leave you never alone,
And all the Universe can become your Home.
mercoledì 9 marzo 2011
Mimosa fa rima con...
Con "qualsiasi cosa" ma non con "quote rosa".Non è possibile, in un paese "civile", che si debba parlare di "Quote Rosa" per garantire alle donne un "potere" (a volte una semplice possibilità) altrimenti riservato esclusivamente agli uomini.
Viviamo in un Paese che è ancora rigidamente attaccato ad un concetto di pensiero fortemente retrogrado, e spesso sono le fasce più deboli (donne, ma non solo) a farne le spese.
Alcuni casi su tutti dovrebbero porre l'accento sulla questione:
- Non ci sono, al momento, DONNE a capo di un partito politico.
- Non ci sono DONNE che possano aspirare ad una carica importante all'interno di un C.d.A. di azienda.
- Non ci sono DONNE che avranno (mai) la possibilità di ottenere una posizione ecclesiastica di rilievo.
Insomma, è passato un altro anno di mimose, buoni propositi e promesse... ma non è cambiato assolutamente NULLA.
AUGURI... (ne avete bisogno).
martedì 8 marzo 2011
A dream within a dream...
E così, alla fine, sei arrivata.L'avevi promesso.
Sei entrata piano piano, avevi le chiavi. E senza dire nulla ti sei messa a girare all'interno di quel luogo per te sconosciuto e nuovo. Hai annusato l'odore delle stanze, passando le mani sulle pareti, quasi come se la tua mano volesse sentirne il colore. Sinuose le dita su quella maniglia che hai aperto lentamente, con movimenti ripetuti migliaia di volte, ma che non avevo mai visto prima.
E ti sei avvicinata, sorridendo, fino a sfiorarci.
Benvenuta, un Sogno Dentro Ad Un Sogno.
Benvenuta, Sirena Con Le Pinne Verdi.
sabato 5 marzo 2011
Kitchen CSI
C'è solo da scoprire il colpevole..
Creare il Gioco con la Luce...scoperte nuove, di vecchi oggetti in nuovi contesti.
Grazie ad una Lemure.
venerdì 25 febbraio 2011
Biscuit...
Buon Pomeriggio, signorina.Prenderebbe un the?
Giochi di bambole di bimba.
Che strano quando i figli crescono e ad un tratto ci si sente oltre il Tempo.
Sono stanco, rilassiamoci un po' .
domenica 13 febbraio 2011
Balcony
La mattina è silente, fresca ed assolata. Poche nubi bianche e sottili striano un cielo azzurro e l'aria è tersissima.
Armato di un occhio nuovo mi appresto a percorrere strade note, ma con la voglia di cercare dei particolari diversi, cose che "so" che esistono, ma che non mi ero mai soffermato ad osservare.
Mi accorgo che sul "cagnolo" di un balcone antico è cresciuta una pianta grassa. Oh, si, mi aspetto le classiche piantine infestanti dei muri che colonizzano le zone in ombra ed umide, esposte a Nord, ma non mi aspettavo questa presenza che sembra aver trovato un piccolo habitat ideale tutto per sè.
Non so se mi colpisca di più la sorpresa di trovarla lì o la tenacia con la quale ha imposto la scommessa di restarci, rimane il fatto che riesce difficile non fare confronti e parallelismi con le piccole ostinazioni quotidiane che si incontrano nella vita.
Rimango forse per un minuto a guardarla, poi la riprendo, ed infine sorrido.
Buona Domenica, posto Mio.
Armato di un occhio nuovo mi appresto a percorrere strade note, ma con la voglia di cercare dei particolari diversi, cose che "so" che esistono, ma che non mi ero mai soffermato ad osservare.
Mi accorgo che sul "cagnolo" di un balcone antico è cresciuta una pianta grassa. Oh, si, mi aspetto le classiche piantine infestanti dei muri che colonizzano le zone in ombra ed umide, esposte a Nord, ma non mi aspettavo questa presenza che sembra aver trovato un piccolo habitat ideale tutto per sè.
Non so se mi colpisca di più la sorpresa di trovarla lì o la tenacia con la quale ha imposto la scommessa di restarci, rimane il fatto che riesce difficile non fare confronti e parallelismi con le piccole ostinazioni quotidiane che si incontrano nella vita.
Rimango forse per un minuto a guardarla, poi la riprendo, ed infine sorrido.
Buona Domenica, posto Mio.
venerdì 11 febbraio 2011
Limiti
Quell'anelito di Libertà.
Quella voglia di scrollarsi di dosso la Notte e con essa i suoi fantasmi.
L'aria fredda che si insinua tra il giubbotto ed il collo e che mi provoca un piccolo brivido.
Su quel ramo c'era un passero, prima; è volato via quando mi ha visto fermarmi, mi è quasi dispiaciuto che non abbia capito quali fossero le mie intenzioni. Ma lui agisce d'istinto, per fortuna.
Il rosa e l'azzurro sfumano uno nell'altro portandosi appresso il blu scuro dell'aurora e l'oro dell'alba.
E mi accorgo, sorseggiando il caffè senza lode e senza infamia, che sono comunque legato alle abitudini. Non mi accorgo "consapevolmente" di quei gesti ripetuti, ma sono certo che mi accorgerei del non farli.
Ho voglia di mare, e sono già troppi giorni che ci penso senza potermi colmare del suo odore unico, inconfondibile. Devo trovare una scusa, per andarci.
domenica 6 febbraio 2011
Cervello in "corto" (metraggio)...
Eccoci qui...Ieri la prima "lezione" di regia cinematografica, e già ho cambiato il modo di "guardare" un film.
Prima, lo ammetto, un film poteva piacermi o non piacermi, potevo classificarlo come commedia, dramma, documentario, noir, giallo, azione, spionaggio, come volete voi... ma lo guardavo solo per cercare di capire il messaggio che voleva dare, o (se era un film di quelli "passatempo") solo perdere due ore di relax e, possibilmente, risate.
Ora arriva un signore, perfettamente sconosciuto, che risponde al nome di Chris Vogler, e mi scombussola tutti i piani... e mi propone QUESTO ... con il risultato che già da ieri sera, appena appresa la cosa, mi sono messo a fare le pulci ad un film che davano in TV (per la cronaca, anzi le "Cronache" erano quelle di Narnia) e il titolo era "Il Principe Caspian"... ebbene, gli ingredienti c'erano tutti... morale della favola? Ho snobbato il film e sono ancora alla ricerca di un soggetto per un corto, che presumibilmente dovremo fare durante questo corso (molto interessante, ritengo) che durerà una trentina di ore.
Inizia, "Il Viaggio Dell'Eroe"...
venerdì 28 gennaio 2011
Hope...
Oltre l'Invidia esiste una Speranza.Oltre le Lacrime esistono i Sorrisi.
Oltre il Desiderio esiste la Sorpresa.
Non sprecare il Tuo Amore in cose che non servono.
Io Ti Amo, se Tu Ami....
martedì 18 gennaio 2011
Dove piangono gli scoiattoli...
C'è un posto, segreto, in ognuno di noi, dove possiamo sentire cose mai sentite prima...C'è un posto in cui il silenzio viene rotto da un respiro...
Un posto dove anche uno scoiattolo può piangere...
Io l'ho sentito.
giovedì 13 gennaio 2011
La forza della Natura...
E se lo si vede dal finestrino di un aereo, questo spettacolo, poco importa che il rientro a casa venga rinviato di qualche ora... a volte fa bene vedere certe meraviglie della Natura.
Un sereno proseguire.
sabato 8 gennaio 2011
Light, again
Nuova luce, finalmente.
L'aspettavo quest'alba fredda.
E nemmeno mi chiedo perchè mi vengano in mente vecchi ricordi di autobus strapieni al mattino, di sostegni freddi, di colpi di tosse che vengono dal fondo.
Non ha senso, in realtà.
"Money for nothing" - Dire Straits.
L'aspettavo quest'alba fredda.
E nemmeno mi chiedo perchè mi vengano in mente vecchi ricordi di autobus strapieni al mattino, di sostegni freddi, di colpi di tosse che vengono dal fondo.
Non ha senso, in realtà.
"Money for nothing" - Dire Straits.
Iscriviti a:
Post (Atom)



