Raìs - grida - a prora!
Lancia l'arpione, la bestia che sfugge.
La lotta, che è impari a volte
e crudele.
Non chiedere al carnefice
cosa sente nel cuore.
Che della Morte si può farne mestiere.
Arremba l'arpione, confitto
nelle carni vibranti e impaurite.
Dal fragile asse
arriva l'inferno.
Non chiedere all'occhio
se sa cosa fare.
E' istinto, di caccia
o del non morire.
E' fatta, alla fine.
La lotta è finita,
per mare stanotte
è stato il respiro,
che ora si quieta,
e fuma e si ride.
Di grida si muore.
Di grida si vive.

