Nuova strada, un evento inaspettato...
E decido di fare due passi dall'altra parte.
Anche lo straordinario può diventare abitudine.
martedì 17 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
"Ti odio, un po'..."
Appare all'improvviso una frase del genere, lasciata a metà, appesa al nulla.
Appare e non la capisco subito. Devo scavarci dentro, tirar fuori tutto quello che c'è nel cestone delle meraviglie di queste parole.
Ti Odio Un Po'... non è come Ti Amo Un Po', no. L'Amore nasce, si coltiva, cresce, si evolve, si modifica, fiorisce, fruttifica a volte, può ammalarsi, si può guarire, può diventare enorme e può morire.
L'odio invece si accende e si spegne, come una lampadina.
Ti odio un po', quindi, lo posso leggere come se fosse un "Ti odio ma non è vero", oppure un più violento "Ti odio così tanto che posso farlo solo a rate".
Allora firmo un assegno in bianco, può andare? Saldare tutti i debiti con una moneta che non ha valore, forse?
Sarà che non riesco più ad odiare, nemmeno un po'... oppure ho dimenticato come si fa, nonostante ogni tanto faccia qualche esercizio per mantenermi in forma.
Si può smettere di odiare, l'abbiamo detto prima: si accende e si spegne. E quando si spegne, poi, cosa resta? Di solito indifferenza, quella bella liscia, setosa, piacevole da toccare. Un'indifferenza addirittura comoda, in cui puoi invitare quante persone vuoi, dentro. C'è spazio per tutto il resto, dopo quel gran vuoto che l'odio spento ti lascia.
Riempirsi di odio, a volte serve. E' comunque un riempirsi, una mèta, un vessillo. La guida di una vita, addirittura.
E tu, quanto odio hai, oggi? Me ne daresti un po'?
Appare e non la capisco subito. Devo scavarci dentro, tirar fuori tutto quello che c'è nel cestone delle meraviglie di queste parole.
Ti Odio Un Po'... non è come Ti Amo Un Po', no. L'Amore nasce, si coltiva, cresce, si evolve, si modifica, fiorisce, fruttifica a volte, può ammalarsi, si può guarire, può diventare enorme e può morire.
L'odio invece si accende e si spegne, come una lampadina.
Ti odio un po', quindi, lo posso leggere come se fosse un "Ti odio ma non è vero", oppure un più violento "Ti odio così tanto che posso farlo solo a rate".
Allora firmo un assegno in bianco, può andare? Saldare tutti i debiti con una moneta che non ha valore, forse?
Sarà che non riesco più ad odiare, nemmeno un po'... oppure ho dimenticato come si fa, nonostante ogni tanto faccia qualche esercizio per mantenermi in forma.
Si può smettere di odiare, l'abbiamo detto prima: si accende e si spegne. E quando si spegne, poi, cosa resta? Di solito indifferenza, quella bella liscia, setosa, piacevole da toccare. Un'indifferenza addirittura comoda, in cui puoi invitare quante persone vuoi, dentro. C'è spazio per tutto il resto, dopo quel gran vuoto che l'odio spento ti lascia.
Riempirsi di odio, a volte serve. E' comunque un riempirsi, una mèta, un vessillo. La guida di una vita, addirittura.
E tu, quanto odio hai, oggi? Me ne daresti un po'?
martedì 3 aprile 2012
Ricordi impossibili.
Ricordi.Come un filo spinato che sai
di non dover attraversare.
La terra rossa, le pietre candide.
Il corpo d'ebano che risplende
di acqua sotto la luna immobile.
Mare lento, mare dolce, sulla pelle ignota.
Gli occhi nel buio vedono anche quello che non c'è.
E tu, Regina d'Africa, conquisti il mio corpo
senza l'offesa di una battaglia.
E mi lasci conquistare il tuo con una promessa.
Sangue che accelera, come un predatore affamato
voglio il tuo corpo splendente. Il nome di un fiore
selvatico, sospirato nell'orgasmo del Tempo.
Ed infine la calma, come la morte della preda sazia già
il cacciatore, prima della sua fame.
Cosa sarà, fiore bianco del deserto?
Cosa avverrà domani?
Ma non ho risposte, il domani è già passato.
Iscriviti a:
Post (Atom)