giovedì 29 agosto 2013
F-lame...
Calmami l'amore con l'amore che si fa
che grida e corre a sbattere il cuore
sulle pareti del petto.
Dono perverso del Tempo che ruba
il tempo a morsi.
lunedì 19 agosto 2013
Tramonto...
In silenzio l'anima sta, sospesa
avvolta nelle bende sporche
dei ricami del Tempo.
Chi rincasa, chi s'affretta,
chi, semplicemente, gode
del suo cammino.
All'impeto sostituisce il lento
battito sublime, il cuor sereno
placido di luce.
Chiama, l'ilare fanciullo,
con la sua voce piena di destino,
l'ansia incanutita di una madre.
domenica 18 agosto 2013
Contorni sbiaditi...
Aveva gli occhi vuoti di vento,
aveva il cuore pieno di rabbia.
Ma un sorriso che mordeva l'anima
in colori brillanti.
Seppi appena dirle il mio Tutto
in nessuna parola del mondo,
sussurrando appena un respiro
necessario a non morire.
Sia allora che adesso
sento il dentro comprimersi,
e fare capriole come nuvole
cumulonembi estivi infranti.
L'infetto pensiero dei sogni
costretto a vagare gridando
la sua pena e il dolore,
untore invisibile di questo male che si chiama realtà.
aveva il cuore pieno di rabbia.
Ma un sorriso che mordeva l'anima
in colori brillanti.
Seppi appena dirle il mio Tutto
in nessuna parola del mondo,
sussurrando appena un respiro
necessario a non morire.
Sia allora che adesso
sento il dentro comprimersi,
e fare capriole come nuvole
cumulonembi estivi infranti.
L'infetto pensiero dei sogni
costretto a vagare gridando
la sua pena e il dolore,
untore invisibile di questo male che si chiama realtà.
lunedì 12 agosto 2013
Un piccolo dolore immobile...
E poi si muore.
Succede.
Che quando nasci sei solo, abbracciato da pochi poi, e talvolta neppure.
Quindi accade che inizi il tuo girotondo prendendo per mano qualcuno, e la comitiva dell'esistenza si riempie di voci, volti, sorrisi e pugni, diversi.
E ti comprimi in una situazione da pogo che ti sostiene anche se non vuoi.
Inizia, allora, per caso. Con un "non mi va di uscire stasera", e qualcuno si perde già.
Poco a poco cadono i birilli intorno, spinti giù da una palla lanciata a caso o con coscienza. Importa poco, in fondo.
Sempre meno gente, ti guardi intorno e vedi che manca qualcuno.
Per egoismo puoi anche provare a colmare i vuoti, ma è una violenza che compi nei confronti degli individui a cui permetti di avvicinarti.
Una sbronza di parole appuntite.
Tra desideri cadenti e stelle che vanno da un'altra parte.
Succede.
Che quando nasci sei solo, abbracciato da pochi poi, e talvolta neppure.
Quindi accade che inizi il tuo girotondo prendendo per mano qualcuno, e la comitiva dell'esistenza si riempie di voci, volti, sorrisi e pugni, diversi.
E ti comprimi in una situazione da pogo che ti sostiene anche se non vuoi.
Inizia, allora, per caso. Con un "non mi va di uscire stasera", e qualcuno si perde già.
Poco a poco cadono i birilli intorno, spinti giù da una palla lanciata a caso o con coscienza. Importa poco, in fondo.
Sempre meno gente, ti guardi intorno e vedi che manca qualcuno.
Per egoismo puoi anche provare a colmare i vuoti, ma è una violenza che compi nei confronti degli individui a cui permetti di avvicinarti.
Una sbronza di parole appuntite.
Tra desideri cadenti e stelle che vanno da un'altra parte.
mercoledì 7 agosto 2013
Dedica...
Qualcuno mi ha detto: "Mi fai venire la voglia di scrivere".
La verità è che io adoro leggere, quando le parole nascono come sorgenti dalle rocce.
E' che non me ne frega niente se quell'acqua, qualche centinaio di chilometri più in basso, diventerà un imponente fiume carico di acque altrui, e di veleni, e di lacrime e cocaina, e di umori e figli mancati.
A me importa la sorgente. Di quelle che ti accovacci proprio lì davanti e pensi alla grandezza potenziale, alla promessa, alla forza. E pensi a tutte queste cose quando sei di fronte ad un'espressione limpida e pulita di un pensiero, che non ha pretese se non quello di essere portatore di un Dentro che fa venire voglia di scoprire il mondo che ognuno ha in sé.
E un po' mi vedo anche io, come uno specchio che non ho posto io, non per me; e comunque funziona e mi guardo.
E quindi un pensiero scritto a te, S., che ti porti addosso i lividi e te ne assumi le responsabilità. Che dici le cose così bene da far nascere un sorriso. Che manchi in parola scritta.
E mi scuso se ti chiamo, qui, se lascio una traccia diversa dal tuo sentiero, ma alcune citazioni servono anche a ricordarci che sono gli altri che ci aiutano a crescere.
Grazie.
sabato 3 agosto 2013
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