Ho trovato un sorriso
caduto per strada
Ho trovato un sorriso
tra vecchi cartoni
Ho trovato un sorriso
negli occhi di un cieco
Ho trovato un sorriso
tra le braccia di una madre
Ho trovato un sorriso
in un angolo buio
Ho trovato un sorriso
in una festa grandiosa
Ma era l'unico
che non avessi perso.
martedì 13 novembre 2012
giovedì 1 novembre 2012
Un treno in ritardo...
L'uomo stava lì, sul marciapiede del binario, in attesa.L'impermeabile grigio, non più nuovo e macchiato da una vita d'acqua che in quel luogo era frequente, da novembre in poi, e un buffo cappello in testa.
Nella sua plastica staticità era il più visibile tra tutti i presenti.
Si guardava intorno con discrezione, sperando che, almeno quel giorno, lei fosse su quel treno.
La ragazza era concentrata sul nulla delle immagini del nulla che scorrevano sul finestrino appannato del suo vagone. La giornata uggiosa non era poi tanto diversa da una giornata di sole: stessa voglia di dormire, stessa impossibilità di farlo. E allora stava lì, con la testa poggiata al vetro freddo e le cuffiette nelle orecchie. Sola, come centinaia di altri su quello stesso convoglio.
Lui sentì l'annuncio dell'altoparlante della stazione, con la sua voce impersonale, automatica. Percepì le vibrazioni del treno in arrivo sotto i piedi, avvertì il vento dall'odore tipico del ferodo che mordeva le ruote, in frenata. Udì lo stridore del freno e lo sbuffo dell'aria compressa che apriva le porte ai passeggeri.
Lei si sistemò sul sedile al termine della frenata del treno in quella stazione anonima, una come tante altre, nel suo quotidiano percorso. "Essere pendolari" - pensava - "ti ruba la Vita..."; e subito quel pensiero correva via dalla sua mente, lesto a confondersi con il grigiume sporco di quel mattino fatto di poca pioggia e tante nuvole.
L'uomo la vide per un attimo incrociare il suo sguardo, gli occhi di cielo, l'unico azzurro di quel giorno, profondo e triste, poi sollevò il cappello con un gesto fuori dal tempo, le sorrise e infine andò via.
La ragazza notò un personaggio strano - "No, non è strano, è buffo" - sul marciapiede. Grigio come la giornata grigia, grigio come le nuvole del suo cuore... grigio come ogni confine che non si ha il coraggio di superare.
Vide che quell'uomo sorrideva, gentilmente, senza alcun motivo apparente, verso di lei.
Solo tornando a casa avrebbe capito che quello sarebbe stato l'unico sorriso ricevuto nel corso della giornata.
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