giovedì 30 dicembre 2010

Il Silenzio...

Passa anche attraverso gli occhi di un bambino che non vedrà mai la luce...

Buona Fine.

sabato 25 dicembre 2010

E perchè no?

Un post a Natale, per fare gli Auguri attraverso queste pagine?
Mi sono detto che non sarebbe stata una cattiva idea. E poi, chi mi ha letto, ha ascoltato il mio grido, ed ora mi fa piacere che possa ascoltare anche qualcosa di diverso.

Auguri, quindi, di quelli buoni. Quelli di Panettone e Spumante, o quelli semplici di Sorrisi alla gente per strada.

Auguri per voi, ne ho tanti, tutti freschi freschi. Appena fatti da questo cuore che a volte si sente stanco, ed altre invece, vorrebbe ancora capovolgere il mondo.

Auguri a Voi, ed alle persone a cui volete bene. Che possano riempirsi del vostro sorriso e donarlo ad altri.

Ok, lo so, durerà poco la Magia, ma scalda l'anima.

Qualcuno mi ha detto che vive bene anche senza Auguri ma ho provato piacere nel farglieli, comunque. Mi illudo di pensare che un sorriso abbia raggiunto anche quelle labbra, per un istante soltanto magari, mi basta.

Auguri ancora.. e prendetene a piene mani. Sono Vostri, tutti.

mercoledì 15 dicembre 2010

Schegge

Il sottofondo è quello graffiante, doloroso e dolcissimo di "The Show Must Go On"...
La chitarra scalpita, la voce di Freddie stride, ti sprofonda in un abisso di cose che sai e che non puoi far finta di non sapere..

E' come camminare a piedi nudi su schegge di vetro, e non puoi farne a meno... cazzo... ci devi arrivare a quel traguardo prima o poi, no?

E allora nella pantomima oltre il sipario, di fronte al pubblico che ti ama o ti odia.. ma che non può fare a meno di te, devi recitare la tua parte.

"Sad Jester, sad heart... always wear a smiling part"

E alla fine devi andare avanti... lo spettacolo deve continuare... Lo sappiamo tutti, TUTTI! E ne soffriamo ogni volta che uno spot ci colpisce il viso e ci ferisce gli occhi...

Siamo soli, su quel palco, soli ed esposti. La luce implacabile e radente che amplifica i difetti e non riesci a nasconderli.

Lo spettacolo deve continuare, affinchè altri ridano o piangano... ma in fondo, è Emozione.

Ho voglia di cantare.

martedì 14 dicembre 2010

Difetto di fabbrica...

Sei lì, che giochi con il tuo pupazzo preferito, quello che ti fa stare bene...
Sei lì, che non pensi a nulla se non alla tua serenità, al momento in cui ti trovi, galleggi in quell'istante che speri non finisca mai.

Ad un tratto - CRACK! - e il giocattolo si rompe. Non c'è un apparente motivo, qualcosa che hai forzato. Lo stavi maneggiando come fai sempre, come ha fatto a rompersi?
E rimani fermo, per un attimo, a cercare di capire.

Poi, tra la voglia di una lacrima e il soffocare un'imprecazione, inizi a darti delle spiegazioni.

Quella ricorrente è: "Difetto di fabbrica". Qualcosa che non dipende da te, che non potevi prevedere. Qualcosa che sarebbe inevitabilmente successo e avrebbe portato alla rottura perchè era un difetto già presente, inerente al giocattolo stesso. Era solo questione di tempo, è probabile.

Oh, si, passa il tempo e ti convinci che si...era la base che mancava. Hai giocato tutto il tempo con una piccola macchina imperfetta, mentre tu eri assolutamente convinto della sua solidità. Felice di avere tra le mani qualcosa di bello, finalmente, qualcosa di cui potevi fidarti che non ti avrebbe lasciato, non così...

Il difetto di fabbrica non lo elimini, non lo puoi scoprire, c'è e basta. E te lo tieni sul groppone finchè non accade. E da quel momento in poi puoi decidere.

Tenere in soffitta un giocattolo rotto, che forse un giorno riparerai; o tentare di ripararlo subito anche se ancora non hai capito bene come funziona, dentro.
Buttarlo via, altrimenti? Magari lasciarlo a chi lo vuole... chissà, forse per qualcun altro andrà bene anche così.
L'alternativa #4 è quella di riutilizzare quel giocattolo a metà, dandogli una nuova dimensione. Come ad esempio il modellino di un aereo da guerra in plastica, si quello in cui avevi speso tanto tempo. Prima per costruirlo, poi per dipingerlo della sua livrea. L'avevi visto crescere tra le tue mani ed improvvisamente si spezza un'ala, irrimediabilmente. Allora può diventare un ottimo "relitto" da inserire in un diorama statico. Ne rompi qualche altro pezzettino, lo pieghi un po' sul fianco, lo sistemi tra pezzetti di rottami, incolli il tutto e diventa un'immagine tridimensionale di un disastro. Ecco fatto... tutto bene, no?

La verità è che un giocattolo rotto fa solo tenerezza, anzi... prima delusione, e poi tenerezza.

Ritrovare giocattoli rotti tra le cose vecchie... devo smetterla di rovistare nei cassetti, evidentemente.

domenica 12 dicembre 2010

Stato di necessità

Quello in cui ci si trova quando si ha il disperato bisogno di qualcosa, e si è disposti a mettere in gioco sè stessi pur di ottenerlo.

Stato di necessità, quando non puoi farne proprio a meno. Quando il rinunciare ti sembra peggiore del rischio.

Stato di necessità, è quella condizione nella quale anche l'errore decade.

Stato di necessità... è dove mi trovo ora.

mercoledì 8 dicembre 2010

Into the myst of Time

L'occasione è quella di una piccola rivoluzione per modificare l'assetto delle stanze domestiche.
L'evento è quello del ritrovamento di un piccolo opuscolo, nulla più che una goliardata, che risale ad esattamente 24 anni fa.
L'emozione è quella di veder riemergere dall'abisso del Tempo alcuni frammenti; avete presente quando si intravede un particolare, un luccichìo nell'acqua bassa al mare, o un riflesso di un attimo appena nella nebbia? Ecco, basta così poco per fare riemergere intere pagine di ricordi che, ora, mi accorgo di aver messo solo via, senza averle mai buttate.

Ok, va bene... è retorica. I ricordi sono tali perchè al momento (meno) opportuno tornano a galla, senza chiedere. Stavolta è stata un'occasione di carattere funzionale, a volte invece è solo il Caso che decide.
Ma la bellezza di ciò che si trova quando questo accade è indescrivibile a parole. Piano piano viene tolta via la polvere, l'antico splendore delle cose passate torna vivido, e se qualche cosa sfugge, se qualche particolare manca, è solo perchè i nostri "occhi" forse non sanno più cercare quel particolare. A volte è una condizione che migliora il ricordo. Ne addolcisce gli spigoli. Ne mitiga le asperità.

Ma stasera mi avvolgo in questa coperta calda, morbida, che odora un po' di vecchio. Ma non è fastidioso, anzi. E' come l'odore delle cose che facevano le nonne, che non ritrovi più, se non per caso. E per un istante hai l'illusione che sia proprio "quell'odore", e poi ne senti le differenze, ma intanto la Magia è avvenuta: sei tornato indietro per un po'... come quando si giocava a tombola, a mercante in fiera, e per la prima volta, quell'anno, si vedevano spuntare delle monete nuove (le 200 lire dorate del 1977, insieme ai famigerati "miniassegni" da 50 e 100 lire emessi dalle più disparate banche in quella crisi degli spiccioli che non si è mai più ripetuta)...

Frammenti, quindi, piccolissime cose, così piccole che te ne accorgi solo quando te le trovi sotto i polpastrelli e allora ti fermi, immobile. Quell'attimo lo respiri due, tre volte, prima di riprendere a far scorrere il nastro dei pensieri nella giusta direzione e con la velocità corretta.

Stasera si naviga alla cieca. C'è questa Nebbia che non permette di vedere bene, e ogni tanto il nostromo, a prora, darà un paio di colpi di campana per annunciare la presenza della nave.
Stasera mi cullerò di cose passate...con un incredibile ed impossibile (ma reale, credetemi!) legame con il Presente. Coincidenze? Forse, ma stasera tutto può succedere, tutto è permesso.

lunedì 6 dicembre 2010

Sangre y mierda!

Ok, ragazzi... è ora!

Rimbocchiamoci le maniche e andiamo a spalare un po' di materiale umano...
Sia esso un prodotto ematico farcito di brandelli di carne strappati a morsi di lamiera, o l'assordante silenzio di chi scompare, andiamo!

Dobbiamo pulire tutto, senza lasciare nemmeno una traccia dell'orrore...

E si... non vogliamo vedere lo scempio, non vogliamo sentire l'odore del sangue, e la nostra merda, improvvisamente appena uscita dal nostro miserevole corpo, diventa la merda di tutti.

E gestitevela, cazzo! Del resto... IO PAGO! E se pago VOGLIO un servizio! Pulizia, efficienza, senza odori...

Diamine, dico io... dopo una giornata di lavoro, onesto e mal pagato, un uomo ha anche il diritto di sentirsi al sicuro dentro la propria casa, no?
Non voglio che circoli nemmeno il più piccolo sentore di cose sgradevoli, intorno a casa mia, sarà pure un sacrosanto diritto di chi paga le tasse, o mi sbaglio?!

E poi basta con questo buonismo da talk-show, è ora di finirla di invocare la pietà, il perdono, la tolleranza.
Insomma, chi viene qui deve "adeguarsi" alle regole, giusto? E' mai possibile che un "extra" vada in giro drogandosi, quando questo è (era) il privilegio di pochissimi eletti? Ma che, vogliamo estendere il diritto dell'oligarca anche al proletariato, sprofondare in questo abisso di follia?

Insomma, cavolo... è ora che Qualcuno faccia Qualcosa, perchè gli Altri capiscano quali sono le regole da rispettare, siete d'accordo?

E adesso, scusatemi... ma vado a cena.... "Cara, accendi la TV, per favore? Vediamo chi è morto oggi..." perchè finchè le cose che succedono lontano da noi, forse, non le percepiamo come dovremmo...

Perchè il dolore di un altro è così distante, e noi siamo già abbastanza sordi, con le orecchie piene di stronzate.
A malapena un "oh!" di sorpresa, e di sollievo perchè la COSA è toccata ad altri.

Sangre y Mierda... qualcosa che non ci riguarda.