venerdì 26 agosto 2011

San Giuda Iscariota

"Nel Simbolo della fede, la Chiesa confessa il mistero della Santa Trinità e il « il mistero della sua volontà, secondo [...] la sua benevolenza » (Ef 1,9) su tutta la creazione: il Padre compie il « mistero della sua volontà» donando il suo Figlio diletto e il suo Santo Spirito per la salvezza del mondo e per la gloria del suo Nome. Questo è il mistero di Cristo,1 rivelato e realizzato nella storia secondo un piano, una «disposizione» sapientemente ordinata che san Paolo chiama «adempimento [oikonoμia] del mistero» (Ef 3,9) e che la tradizione patristica chiamerà «l’Economia del Verbo incarnato» o «l’Economia della salvezza»."

Questo è quanto viene riportato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, all'articolo 1066, per quel che concerne la necessità di una liturgia nella celebrazione del Mistero Cristiano.
E' conseguenza naturale, ovviamente, fare alcune considerazioni: Se la Chiesa Cattolica basa la sua esistenza sulla Morte e Resurrezione del Cristo, e se questa sequenza fa parte di un "piano", di un progetto "economico" di salvezza, allora Cristo è morto (e poi ovviamente risorto) non a causa (quindi per COLPA) del popolo ebraico, o per (mancata) volontà di Ponzio Pilato di procedere ad un giudizio. Ma perchè era "scritto" che ciò avvenisse.
Quindi, in questo senso, l'Uomo Giuda (da sempre indicato come traditore) non aveva "libera scelta". O meglio, magari lui NON avrebbe voluto tradire il suo Maestro.. ma ha DOVUTO perchè gli era stato imposto dal Progetto Divino, e quindi parte di una Volontà a cui lui non avrebbe comunque potuto sottrarsi.

Allora viene da chiedersi perchè, nell'immaginario collettivo, e spesso nelle varie esternazioni di uomini di Chiesa, ministri del Culto Cattolico, formati (e formanti) secondo la regola del Catechismo, la figura dell'Iscariota venga vista come quella di un essere spregevole, che "vende" il Cristo, che preso dal rimorso si uccide...
E' più probabile che egli si voglia sacrificare per raggiungere il Maestro in Paradiso, forse, dopo aver compiuto il Volere di Dio, senza percepire denaro alcuno, dal momento che (secondo UNA delle DUE letture neotestamentarie) il denaro non lo spende ma viene lasciato cadere ai piedi del corpo durante il raggiungimento del Regno dei Cieli. 
Proprio in virtù della "disposizione sapientemente ordinata" infatti, l'Iscariota partecipa alla Gloria divina con l'adempimento del compito assegnatogli da Dio in persona. 
E quindi, a rigor di logica, è da considerarsi il primo fra i santi della Chiesa Cattolica, per averne fattivamente permesso l'esistenza.


domenica 21 agosto 2011

Speaker...

"Buona notte, Popolo delle Onde... la vostra radio sempre con voi.
Questa sarà una notte di asfalto lucido, di polvere sui tavoli da biliardo, di vampiri, di puttane...


Parlo con te, che stai guidando seguendo l'ipnotica riga bianca sul nastro grigio della tua vita.
Parlo con te, che hai appena finito di piangere, dopo quella telefonata bastarda di un cuore bastardo.

Parlo con te, che fumi la tua sigaretta (hai giurato che è l'ultima) e ti perdi nelle spire del suo veleno.
Parlo con te, che sei lì, con la testa tra le mani e non hai la più pallida idea di cosa fare in questa notte che è appena iniziata.

Ehi fratello, ehi sorella... Fermati, accosta, asciuga il viso, spegni quel mozzicone, alza lo sguardo.



Skin - Faithfulness


Questa Notte è per te... questa canzone è per te."

domenica 14 agosto 2011

In un giorno d'estate, un cercatore...

Fermo ai margini della strada bianca presso un cespuglio di more.
Uno di quei rovi che infestano le campagne incolte in un angolo pressoché deserto, e questo bel cespuglio verde scuro, con le foglie cerose, dure, inconfondibilmente seghettate.
I rametti irti di spine che tentano di colonizzare anche il passaggio dell'Uomo, e l'aggittarsi dei nuovi rami pieni di colori, alcuni ancora in fiore, altri verdi di foglie e rossi e neri di frutti, contrasta piacevolmente con  l'abbacinante luce bianca delle pietre della mulattiera.
Mi sono fermato senza un motivo preciso. Semplicemente mi piaceva il posto, immagino. Non ho bisogno di un perché per fermarmi, il motivo mi serve per andare avanti, semmai.

Ne assaggio una, poi un'altra, e un'altra ancora. Assaporo quei piccoli frutti neri, succosi e turgidi. Scelgo i più maturi, morbidi al tatto e qualcuno mi lascia l'inconfondibile macchia violacea sulla pelle.
Stupida commozione in quel sapore dolce, caldo di sole e assurdamente opposto all'idea di un'infestante e spinoso flagello vegetale. Il cielo disegna nuvole sfrangiate, strappate da venti alti, in quota. Rondini, veloci, ma non più frenetiche come quelle che all'inizio dell'estate sembravano archi impazziti che disegnavano traiettorie impossibili in cielo. E il tramonto che si avvicina, lentamente.

Mi siedo su una pietra e aspetto. Non so cosa, ma aspetto. Aspetto che si liberi il cuore da questo peso. E forse vorrei anche che spuntasse una lacrima. Che forse non arriva, o che il vento e il caldo delle ultime ore del giorno si portano via.

Rumore di un'auto in lontananza. Tempo di tornare indietro. Metto in moto e il ronzio familiare del piccolo motore mi sembra quasi un "Dai, vieni!". Infilo il casco, i soliti profumi che conosco, la solita strada che mi riporta a casa. L'estate sta per finire.

venerdì 12 agosto 2011

Shhhht....

E oggi, che parli il Vento.
Come in quelle sere che non hai voglia di dire nulla di quello che hai dentro, e lasci che le emozioni si sciolgano liquide, che evaporino lentamente nel respiro da consegnare all'aria.
E quell'aria mossa ti parlerà di voci lontane, bisbigliate, confuse. Ma com'è possibile che anche il mormorare lontano e incomprensibile di voci umane ci conforta? Ci fa sentire meno soli, forse.
Abbiamo bisogno di sentirci meno soli.
Abbiamo il disperato bisogno di sapere che possiamo allontanarci quanto vogliamo e saremo comunque isolati, ma con il pensiero di qualcuno in testa.
E ci illudiamo di essere liberi, magari.
La finzione della libertà...quando invece non possiamo fare a meno di stare vicino, o sopra, o sotto qualcuno.

Ma stamattina, tra le prime luci, parla il vento...
E ho voglia di ascoltare.