"Nel Simbolo della fede, la Chiesa confessa il mistero della Santa Trinità e il « il mistero della sua volontà, secondo [...] la sua benevolenza » (Ef 1,9) su tutta la creazione: il Padre compie il « mistero della sua volontà» donando il suo Figlio diletto e il suo Santo Spirito per la salvezza del mondo e per la gloria del suo Nome. Questo è il mistero di Cristo,1 rivelato e realizzato nella storia secondo un piano, una «disposizione» sapientemente ordinata che san Paolo chiama «adempimento [oikonoμia] del mistero» (Ef 3,9) e che la tradizione patristica chiamerà «l’Economia del Verbo incarnato» o «l’Economia della salvezza»."
Questo è quanto viene riportato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, all'articolo 1066, per quel che concerne la necessità di una liturgia nella celebrazione del Mistero Cristiano.
E' conseguenza naturale, ovviamente, fare alcune considerazioni: Se la Chiesa Cattolica basa la sua esistenza sulla Morte e Resurrezione del Cristo, e se questa sequenza fa parte di un "piano", di un progetto "economico" di salvezza, allora Cristo è morto (e poi ovviamente risorto) non a causa (quindi per COLPA) del popolo ebraico, o per (mancata) volontà di Ponzio Pilato di procedere ad un giudizio. Ma perchè era "scritto" che ciò avvenisse.
E' conseguenza naturale, ovviamente, fare alcune considerazioni: Se la Chiesa Cattolica basa la sua esistenza sulla Morte e Resurrezione del Cristo, e se questa sequenza fa parte di un "piano", di un progetto "economico" di salvezza, allora Cristo è morto (e poi ovviamente risorto) non a causa (quindi per COLPA) del popolo ebraico, o per (mancata) volontà di Ponzio Pilato di procedere ad un giudizio. Ma perchè era "scritto" che ciò avvenisse.
Quindi, in questo senso, l'Uomo Giuda (da sempre indicato come traditore) non aveva "libera scelta". O meglio, magari lui NON avrebbe voluto tradire il suo Maestro.. ma ha DOVUTO perchè gli era stato imposto dal Progetto Divino, e quindi parte di una Volontà a cui lui non avrebbe comunque potuto sottrarsi.
Allora viene da chiedersi perchè, nell'immaginario collettivo, e spesso nelle varie esternazioni di uomini di Chiesa, ministri del Culto Cattolico, formati (e formanti) secondo la regola del Catechismo, la figura dell'Iscariota venga vista come quella di un essere spregevole, che "vende" il Cristo, che preso dal rimorso si uccide...
E' più probabile che egli si voglia sacrificare per raggiungere il Maestro in Paradiso, forse, dopo aver compiuto il Volere di Dio, senza percepire denaro alcuno, dal momento che (secondo UNA delle DUE letture neotestamentarie) il denaro non lo spende ma viene lasciato cadere ai piedi del corpo durante il raggiungimento del Regno dei Cieli.
Proprio in virtù della "disposizione sapientemente ordinata" infatti, l'Iscariota partecipa alla Gloria divina con l'adempimento del compito assegnatogli da Dio in persona.
E quindi, a rigor di logica, è da considerarsi il primo fra i santi della Chiesa Cattolica, per averne fattivamente permesso l'esistenza.


