Nel chiarore dell'Aurora imminente tutto e' quiete.
Sud.
Oltre la macchia scura degli alberi vola lo sguardo ignorante.
Forma geometrie che riconosco da Tempo, da quando ero solito guardare senza capire, ancora.
Il Cacciatore insegue il Toro, senza sosta. Condannato ad un'eterna corsa per non soccombere.
Irriso dalla preda. E' il destino di chi sogna l'Impossibile.
Poco importa se millenni, e millenni ancora, sono stati e saranno testimoni di quest'incedere che ha l'odore del sangue e il sentore della sconfitta. Il Cacciatore Errante continua ad inseguire la sua selvatica Follia.
Con l'arco incoccato, Egli non sa mirare al cuore di lei, non vuole ferirla. Non vuole ucciderla.
Ne vorrebbe, forse, soltanto sentire il calore sul petto, percepire il fremito del suo respiro, acquisire la consapevolezza del possesso.
Non sa decidere di lanciare il dardo, il Cacciatore.
I fidati Cani Da Caccia lo aiutano, lo inseguono e lo spronano nella venatica impresa.
Ma Egli attende.
Attende uno sconosciuto segnale, un sussulto.
La preda... la preda e' cacciatrice a sua volta.
Insegue immote stelle, irraggiungibili e distanti.
La Preda non sa, quanto sarebbe piu' comodo, forse, lasciarsi raggiungere.
Non dal dardo o dal corto pugnale, che poco penetrerebbe i suoi fianchi, ma dal calore del contatto.
Ella non sa quanto quel cacciatore desideri al contempo catturarla, e inseguirla senza catturarla mai.
Il Cacciatore Errante, e la sua Preda... una storia d'Amore infinita, nel cielo notturno d'Ottobre, benedetto da Eos.
Una storia d'Amore che si ripete con gli stessi protagonisti da Sempre. Che strema gli ultimi sogni in ritardo, che li scioglie nell'Azzurro del mattino.
In un'Alba che spegne poco a poco tutte le stelle per portare, forse, l'unica verita'.

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